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@ufukd_86 #CinqueTerre ⠀ Buongiorno ragazzi, le Cinque Terre sono un frastagliato tratto di costa della Riviera ligure di levante (Riviera spezzina) situato nel territorio della provincia della Spezia tra Punta Mesco e Punta di Montenero, nel quale si trovano cinque borghi o, ... 📷 @ufukd_86
📍 #CinqueTerre

Buongiorno ragazzi, le Cinque Terre sono un frastagliato tratto di costa della Riviera ligure di levante (Riviera spezzina) situato nel territorio della provincia della Spezia tra Punta Mesco e Punta di Montenero, nel quale si trovano cinque borghi o, come si diceva anticamente, terre, qui elencati da ovest verso est: Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola, Riomaggiore.
Dal 1997 fanno parte della lista dei Patrimoni dell'umanità dell'Unesco.
Grazie alle caratteristiche geografiche ed antropiche del territorio dove sorgono, le Cinque Terre sono considerate una delle più suggestive attrattive costiere italiane, per il loro contesto orografico collinare naturalmente aspro e accidentato, addolcito dalla costruzione di terrazzamenti o fasce per la coltura, che cala verso il mare con forti pendenze; nei punti in cui il mare si insinua serpentinamente nella terra sorgono i borghi, snodati a seguire la naturale forma delle colline.
L'opera dell'uomo, nei secoli, ha modellato il territorio costruendo i famosi terrazzamenti sui declivi a mare, dovuta alla particolare tecnica agricola tesa a sfruttare per quanto possibile i terreni posti in forte pendenza che digrada verso il mare, ne ha fatto così uno dei più caratteristici e affascinanti paesaggi della Liguria. ⠀
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<span class="emoji emoji1f4f7"></span> @gianlucacolozza <span class="emoji emoji1f4cd"></span>Roma Con la sua immensa mole il Colosseo è il più grande anfiteatro del mondo ...
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@gianlucacolozza Roma Con la sua immensa mole il Colosseo è il più grande anfiteatro del mondo e il più voluminoso edificio di Roma antica giunto fino a noi: un luogo affascinante la cui sola vista ci riporta alla mente immagini e atmosfere di un passato leggendario. Fu fatto costruire ... 📷 @gianlucacolozza
📍Roma

Con la sua immensa mole il Colosseo è il più grande anfiteatro del mondo e il più voluminoso edificio di Roma antica giunto fino a noi: un luogo affascinante la cui sola vista ci riporta alla mente immagini e atmosfere di un passato leggendario. Fu fatto costruire dall'imperatore Vespasiano come dono per il suo popolo nei pressi dei Foro e per cinque secoli fece da sfondo a lotte tra animali, supplizi capitali e combattimenti fra gladiatori, per cui i Romani nutrivano un'autentica passione. Oggi fa parte del Patrimonio dell'Umanità Unesco e dal 2007 è una delle Sette Meraviglie del Mondo Moderno, oltre che il monumento più visitato in Italia con più di sei milioni di ingressi all'anno.
Lungo 189 metri e largo 156, il Colosseo ha un perimetro di 527 metri e una capienza di circa 50 mila spettatori. Per portarlo a termine furono necessari solo cinque anni: dal 75 all'80 d.C. Ma il bello doveva ancora arrivare: dopo un'opera così, l'imperatore Tito decretò che i festeggiamenti per l'inaugurazione sarebbero durati ben 100 giorni.

Originariamente il Colosseo si presentava ornato da statue, fregi e marmi. Dopo la caduta dell'Impero fu però abbandonato e utilizzato come riserva di materiali da costruzione. Edifici come la Basilica di San Pietro e Palazzo Barberini devono la propria esistenza proprio all'anfiteatro, che nel tempo perse quasi 2/3 degli elementi originari.
Nel XIII secolo all'interno dell'Anfiteatro Flavio fu costruito un palazzo, la residenza della famiglia romana dei Frangipane. In seguito il monumento continuò a essere abitato, fino alla sua riscoperta come bene artistico nel XIX secolo. Durante il periodo fascista, invece, si fece strada un progetto alquanto bizzarro: trasformare l'Anfiteatro Flavio in un albergo di lusso. Ma i tempi erano definitivamente cambiati
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<span class="emoji emoji1f4f7"></span> @mycamera.n.me <span class="emoji emoji1f4cd"></span> Saturnia, Cascate del Mulino. ⠀ Le terme libere di Saturnia sono famose nel ...
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@mycamera.n.me Saturnia, Cascate del Mulino. ⠀ Le terme libere di Saturnia sono famose nel mondo per il favoloso contesto naturalistico che le adorna: le grandissime vasche calcaree create nel corso dei secoli dalle acque termali ricche di calcio sono conosciute a livello pressochè ... 📷 @mycamera.n.me
📍 Saturnia, Cascate del Mulino.

Le terme libere di Saturnia sono famose nel mondo per il favoloso contesto naturalistico che le adorna: le grandissime vasche calcaree create nel corso dei secoli dalle acque termali ricche di calcio sono conosciute a livello pressochè universale.
Le acque fluiscono a cascata da un livello di vasche all’altro, ad una temperatura piacevole anche d’inverno, sebbene le medesime siano la risulta del flusso che alimenta il vicino stabilimento.

Le terme di Saturnia costituiscono un insieme di sorgenti termali situate nel comune di Manciano, a pochi chilometri dalla località di Saturnia, rispetto alla quale sorgono nella sottostante vallata sud-orientale. Le sorgenti termali che alimentano le terme interessano un vasto territorio che spazia dal monte Amiataalle Colline dell'Albegna e del Fiora, fino a raggiungere la Maremma grossetana presso Roselle (terme di Roselle) e Talamone (Terme dell'Osa).

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📸 @dmitriy_chernysh <span class="emoji emoji1f4cd"></span>Firenze La Piazza del Duomo di Firenze è il cuore della città ed è il punto ...
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📸 @dmitriy_chernysh Firenze La Piazza del Duomo di Firenze è il cuore della città ed è il punto di partenza per raggiungere gli altri capolavori ed opere d'arte. La configurazione attuale della piazza è frutto di una serie di interventi ottocenteschi mirati a rendere maggiore uniformità ... 📸 @dmitriy_chernysh
📍Firenze

La Piazza del Duomo di Firenze è il cuore della città ed è il punto di partenza per raggiungere gli altri capolavori ed opere d'arte.
La configurazione attuale della piazza è frutto di una serie di interventi ottocenteschi mirati a rendere maggiore uniformità tra i monumenti presenti. La parte sud della Piazza del Duomo è stata rivista da Gaetano Baccani che negli anni 1826-1830 costruì palazzi come abitazioni dei canonici della cattedrale; sempre Gaetano Baccani costruì la ringhiera di ghisa che circonda tutto il perimetro del Duomo.
Negli anni tra il 1841 e 1844 venne allargata via Calzaiuoli tra Orsanmichele ed il Duomo, nel 1860 la via dell'Oriolo e nel 1870 anche via de' Martelli. Infine per ingrandire la piazza San Giovanni, negli anni tra il 1885 e il 1895, vennero demolite ed arretrate le facciate del Palazzo Arcivescovile.

Chiunque entri in Piazza del Duomo a Firenze rimane impressionato dalla bellezza e dall'imponenza delle opere presenti realizzate con marmi rossi, bianchi e verde scuro. Nella Piazza troviamo il complesso religioso più importante della città: il Battistero di San Giovanni, la cattedrale di Santa Maria del Fiore (Duomo) ed il campanile di Giotto.

Girando intorno alla piazza partendo da via dei Calzaiuoli è possibile ammirare la loggia del bigallo realizzata da Alberto Arnoldi tra il 1352 e 1358 realizzata in marmo e composta da 2 grandi arcate riccamente ornate e decorate con rilievi raffiguranti angeli, Gesù, profeti).
Proseguendo troviamo il Palazzo arcivescovile ricostruito da Giovanni Antonio Dosio (1573-84) dopo un incendio nel 1533; dal cortile è possibile raggiungere la Chiesa di S. Salvatore al Vescovo.
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<span class="emoji emoji1f4f7"></span> @rick_avenali <span class="emoji emoji1f4cd"></span> #Roma ⠀ L’area dei Fori Imperiali rappresenta sicuramente una delle aree ...
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@rick_avenali #Roma ⠀ L’area dei Fori Imperiali rappresenta sicuramente una delle aree archeologiche e storiche più famose e contemporaneamente affascinanti di tutto il mondo. La passeggiata che parte dal Colosseo per finire a Piazza Venezia lascia spesso a bocca aperta ed emoziona ... 📷 @rick_avenali
📍 #Roma

L’area dei Fori Imperiali rappresenta sicuramente una delle aree archeologiche e storiche più famose e contemporaneamente affascinanti di tutto il mondo. La passeggiata che parte dal Colosseo per finire a Piazza Venezia lascia spesso a bocca aperta ed emoziona anche il turista più esperto.
Ma cosa sono esattamente i Fori Imperiali? Si tratta di una serie di piazze monumentali costruite, principalmente dagli imperatori Cesare ed Augusto in meno di 2 secoli, nel cuore di Roma.

Originariamente la “valle del foro” era una palude!
Ci pensò infatti Cesare nel 46 a.C.a bonificare e cominciare ad utilizzare la zona (l’esproprio dei terreni sembra che gli costò oltre 60 milioni di sesterzi!!). Al foro di Cesare fecero seguito quello di Augusto, il foro della Pace fatto costruire da Vespasiano, il foro di Nerva ed infine lo spettacolare foro di Traiano, con il complesso dei mercati traianei.

Cosa è possibile vedere oggi visitando i Fori Imperiali? Si tratta essenzialmente di resti, porzioni e frammenti che visti nel loro insieme riescono ancora a dare l’idea di grandezza che ha avuto per tanti secoli.
Del Foro di Cesare restano attualmente alcune colonne ed il podio relativi al tempio di Venere, nonché porzioni dei colonnati e dei portici che delimitavano la piazza e numerosi frammenti architettonici sparsi in tutta l’area.
Del Foro di Augusto sono oggi apprezzabili i cospicui resti del tempio, con il suo splendido colonnato di ordine corinzio, l’intera esedra settentrionale e buona parte dell’esedra meridionale.
Il Foro della Pace è stato quasi interamente seppellito sotto la strada moderna: alcune parti sono visibili in corrispondenza della Basilica di Massenzio, della chiesa dei SS. Cosma e Damiano e nella Torre dei Conti, al termine di Via Cavour.
Il Foro di Nerva, costruito in realtà da Domiziano, è quasi interamente sepolto sotto via dei Fori Imperiali: sopravvive una piccola porzione delle fondamenta del tempio di Minerva.
Ultimo e più grande dei fori di Roma, il Foro di Traiano del cui complesso fa parte la splendida Colonna Traiana, monumento funerario dell’imperatore, l’unico monumento perfettamente conservato.

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<span class="emoji emoji1f4f7"></span> @maxlazzi <span class="emoji emoji1f4cd"></span> #CivitadiBagnoregio ⠀ La chiamano la città che muore, ma è davvero così? Non più. ...
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@maxlazzi #CivitadiBagnoregio ⠀ La chiamano la città che muore, ma è davvero così? Non più. Civita di Bagnoregio oggi è letteralmente rinata. Sono i numerosissimi visitatori (oltre 800mila nel 2017) a finanziare i servizi offerti dal Comune, come l'accompagnamento dei disabili ... 📷 @maxlazzi
📍 #CivitadiBagnoregio

La chiamano la città che muore, ma è davvero così? Non più. Civita di Bagnoregio oggi è letteralmente rinata. Sono i numerosissimi visitatori (oltre 800mila nel 2017) a finanziare i servizi offerti dal Comune, come l'accompagnamento dei disabili o il pronto soccorso. Si paga 5 euro nei giorni festivi e 3 euro in quelli feriali per accedere al bellissimo borgo di Civita di Bagnoregio. Quella di Civita di Bagnoregio è storia intrisa a leggenda. Fondata oltre 2500 anni fa dagli Etruschi, è stata definita «la città che muore» da uno dei suoi figli più illustri, Bonaventura Tecchi. Motivo? Il colle tufaceo su cui poggia è eroso alla base da due torrentelli sottostanti, oltre che dalla pioggia e dal vento. In realtà il destino di Civita di Bagnoregio non è ancora scritto.

Secondo l'ultimo censimento del 2011 gli abitanti di Civita di Bagnoregio sono 16. Ma le ultime stime parlano di appena 10 abitanti, o addirittura di 7.
Mezzo paese è franato nel terribile terremoto del 1695, che cancellò anche l'antica strada di origine romana che portava alla Civita.
Oggi al borgo si accede esclusivamente attraverso un ponte pedonale in cemento armato lungo 300 metri, costruito nel 1965. Un precedente ponte era stato fatto saltare dai tedeschi nel 1944, durante la II Guerra Mondiale.
La cattedrale di San Donato è la principale chiesa del borgo, costruita addirittura nel VII secolo e ristrutturata più volte nel corso degli anni. Nel 1511 il restyling più significativo, su progetto di Nicola Matteucci. All'interno è custodito un meraviglioso Crocifisso ligneo del '400. Anche la Porta di Santa Maria, attribuita al Vignola, è uno dei simboli di Civita ed è composta da due bassorilievi raffiguranti un leone che tiene ben saldo un uomo con i suoi artigli. Da vedere anche il Palazzo vescovile, la casa natale di Giovanni Fidenza, passato alla storia come Bonaventura da Bagnoregio, e l'antico mulino seicentesco.
Nella primavera del 2017 il governatore laziale Nicola Zingaretti, di concerto con il Governo, ha avviato ufficialmente l'iter per la candidatura di Civita di Bagnoregio a Patrimonio Mondiale dell'Umanità.

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<span class="emoji emoji1f4f7"></span> @doounias <span class="emoji emoji1f4cd"></span> #Pienza ⠀ Pienza è un piccolo borgo nel sud della Toscana, nella famosa Val d'Orcia, ...
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@doounias #Pienza ⠀ Pienza è un piccolo borgo nel sud della Toscana, nella famosa Val d'Orcia, assolutamente da visitare. Si trova a circa 20 km a est di Montalcino e qualche km ad ovest di Montepulciano nella bellissima regione della Val d'Orcia a sud di Siena, tra soffici e poetiche ... 📷 @doounias
📍 #Pienza

Pienza è un piccolo borgo nel sud della Toscana, nella famosa Val d'Orcia, assolutamente da visitare. Si trova a circa 20 km a est di Montalcino e qualche km ad ovest di Montepulciano nella bellissima regione della Val d'Orcia a sud di Siena, tra soffici e poetiche colline e favolosi panorami. Pienza gode di una posizione davvero strategica arroccata sulla cima ad un colle, che domina tutta la valle dell'Orcia con una vista mozzafiato.
Questo incantevole borgo è ampiamente conosciuto come la città "ideale" del Rinascimento, creazione del grande umanista Enea Silvio Piccolomini, diventato poi Papa Pio II. Piccolomini aveva le possibilità economiche e l'influenza per poter trasformare il suo umile villaggio natio, Corsignano, in quella che riteneva dovesse essere una città utopica, che avrebbe dovuto incarnare i principi e la filosofia dell'età classica e del grande Rinascimento italiano.
Il progetto venne realizzato dall'architetto Bernardo detto il Rossellino, sotto la guida del grande umanista Leon Battista Alberti. In soli 3 anni venne realizzato un complesso di bellissimi ed armoniosi palazzi: la Cattedrale, la residenza papale o Palazzo Piccolomini, il Comune, e l'incantevole piazza centrale.

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<span class="emoji emoji1f4f7"></span> @gabdetails <span class="emoji emoji1f4cd"></span> #Firenze ⠀ Buongiorno ragazzi, il 16 aprile di ogni anno, Firenze ricorda la ...
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@gabdetails #Firenze ⠀ Buongiorno ragazzi, il 16 aprile di ogni anno, Firenze ricorda la morte di Filippo Brunelleschi, avvenuta nel 1446. Ma conoscete proprio tutto sul creatore della Cupola del Duomo di Firenze? Un primo aneddoto che vogliamo raccontarvi è legato alla sua sepoltura. ... 📷 @gabdetails
📍 #Firenze

Buongiorno ragazzi, il 16 aprile di ogni anno, Firenze ricorda la morte di Filippo Brunelleschi, avvenuta nel 1446. Ma conoscete proprio tutto sul creatore della Cupola del Duomo di Firenze?

Un primo aneddoto che vogliamo raccontarvi è legato alla sua sepoltura. Inizialmente l’artista fu sepolto nel Campanile di Giotto per poi essere spostato nel Duomo di Firenze. Da quel momento se ne persero le tracce.
La sua tomba è stata riscoperta infatti solo nel 1972 durante gli scavi nella chiesa di Santa Reparata, sottostante alla cattedrale. Un po’ strano per uno che ha reso Firenze famosa nel mondo.
Ma di stranezze ne troviamo diverse nella sua vita. Filippo Brunelleschi potrebbe essere uno dei primi ad aver inventato il destatoio, una rudimentale sveglia durante il suo apprendistato come orafo. É proprio vero che non c’è rosa senza spine.

Se non ci fossero gli amici, si sa, la vita sarebbe sicuramente più noiosa. Questo doveva pensare Filippo Brunelleschi nelle sue scorribande romane con Donatello.
I due erano nella capitale per studiare le statue antiche. Spesso queste erano sotto terra e gli artisti si trovavano a dover scavare. La coppia si guadagnò l’appellativo di quella dell’oro perché si pensava che dietro i due volenterosi studiosi si celasse in realtà una coppia di tombaroli.

Sempre con Donatello (e Masaccio) Brunelleschi organizzò uno scherzo che dire da prete è dire poco.
Per punire un certo Manetto Ammannatini, intarsiatore e reo di non aver partecipato ad una festa, Brunelleschi e gli altri della combriccola – gli Amici Miei versione rinascimentale – gli fecero credere di essere un’altra persona, il grasso e pieno di debiti legnaiolo Matteo Mannini.
Cominciarono a mandare alla sua porta finti creditori e lo chiamarono Matteo. Si racconta che il povero Manetto scappò addirittura in Ungheria per la vergogna.

Insomma, Pippo da Firenze, come era conosciuto nell’ambiente Filippo Brunelleschi, non era certo il classico artista snob e distaccato, anzi, a leggere queste cose viene da chiedersi come abbia potuto ideare alcune delle più belle opere d’arte del mondo. Ma si sa, i geni sono tutti un po’ matti.

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<span class="emoji emoji1f4f7"></span> @antlavea <span class="emoji emoji1f4cd"></span> Venezia ⠀ Il Ponte di Rialto, che con ampia arcata di 28 metri, larga 22 metri e alta ...
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@antlavea Venezia ⠀ Il Ponte di Rialto, che con ampia arcata di 28 metri, larga 22 metri e alta sopra la linea media di marea 7,5 metri, scavalca il Canal Grande, è e rimane il re di tutti i ponti veneziani. Questo ponte riassume nel suo antico nome tutta la gloriosa storia della vita di ... 📷 @antlavea
📍 Venezia

Il Ponte di Rialto, che con ampia arcata di 28 metri, larga 22 metri e alta sopra la linea media di marea 7,5 metri, scavalca il Canal Grande, è e rimane il re di tutti i ponti veneziani.
Questo ponte riassume nel suo antico nome tutta la gloriosa storia della vita di Venezia commerciale e marinara: maestoso gigante che, come un arco di trionfo gettato sul Canalazzo, ha sempre dominato in tutte le Feste popolari veneziane e domina ancor oggi particolarmente nella Regata Storica, in cui assiste, testimone muto, al passaggio del pittoresco corteo delle Bissone, delle Gondole agghindate a festa, delle barche infiorate e dei veloci Gondolini che gareggiano per arrivare in bandiera, così come nei secoli passati si copriva di drappi damascati per salutare il Bucintoro sfolgorante di ori e di argenti.
Sull'Insula di Rivoaltum si stabilì una delle prime colonie dei veneti, dove, nel posto dell'attuale Campo San Giacometto, operava il mercato e lo scambio commerciale di merci e l'armamento delle navi da carico e già nel 1264 si poteva passare da una parte all'altra del più grande canale di Venezia, il Canal Grande, su un ponte di barche accostate e successivamente su un ponte di legno che, per la natura del materiale da costruzione, ebbe breve durata.
Sostituito più volte sempre in legno, nel 1500 viene immortalato da Jacopo de Barbari con la parte centrale apribile con un ponte levatoio per poter far passare le grandi imbarcazioni alberate. Agli inizi del XVI il Senato decise secolo che si sarebbe costruito un ponte in pietra, ma incendi, pestilenze e la guerra contro il turco rinviarono l'inizio dei lavori al 1580.
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<span class="emoji emoji1f4f7"></span> @matcecche <span class="emoji emoji1f4cd"></span>Pisa Quando si nomina Pisa si pensa subito alla famosa Torre Pendente.....monumento ...
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@matcecche Pisa Quando si nomina Pisa si pensa subito alla famosa Torre Pendente.....monumento che ha assunto importanza nei secoli per via della sua accentuata pendenza che ha fatto preoccupare e allo stesso tempo, ha attratto la curiosità di numerosi esperti e di semplici turisti. Posta ... 📷 @matcecche
📍Pisa
Quando si nomina Pisa si pensa subito alla famosa Torre Pendente.....monumento che ha assunto importanza nei secoli per via della sua accentuata pendenza che ha fatto preoccupare e allo stesso tempo, ha attratto la curiosità di numerosi esperti e di semplici turisti.
Posta su un terreno argilloso e sabbioso, sembra cominciò ad inclinarsi fin dall'edificazione del terzo piano tanto che si dovettero sospendere i lavori per poi riprenderli anni dopo, costruendo i piani successivi con una curvatura in senso opposto alla pendenza.
Il progetto originale si pensa sia stato di Diotisalvi, che nello stesso periodo stava costruendo anche il Battistero.

La costruzione continuò fino al completamento nel 1350, raggiungendo un'altezza di circa 56 metri e un peso di 14.523 tonnellate, riuscendo a mantenerla in equilibrio perché la verticale che passa per il baricentro cade all'interno della base di appoggio.
I piani complessivi sono 8, circondati da una loggetta con archi a tutto sesto, che riprendono il motivo della facciata della cattedrale e poichè la torre ne costituisce appunto il campanile, vennero collocate 7 campane: Assunta (la più grande che pesa 3620 kg), Crocifisso, San Ranieri, Dal Pozzo, Pasquereccia, Terza, Vespruccio, le quali suonano ancora oggi prima delle messe in Duomo ed a mezzogiorno tramite un sistema elettronico e che un tempo era adibite ognuna ad un momento della giornata liturgica.
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<span class="emoji emoji1f4f7"></span> @sabrinacasson <span class="emoji emoji1f4cd"></span> #PolignanoAMare ⠀ Si affaccia sulle acque cristalline di Polignano a Mare, ...
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@sabrinacasson #PolignanoAMare ⠀ Si affaccia sulle acque cristalline di Polignano a Mare, in provincia di Bari. È la suggestiva Grotta Palazzese, la più grande della zona. Qui sorge un altrettanto caratteristico ristorante ricavato nel cuore della grotta. La Grotta Palazzese ... 📷 @sabrinacasson
📍 #PolignanoAMare

Si affaccia sulle acque cristalline di Polignano a Mare, in provincia di Bari. È la suggestiva Grotta Palazzese, la più grande della zona. Qui sorge un altrettanto caratteristico ristorante ricavato nel cuore della grotta.
La Grotta Palazzese è la più grande e la più conosciuta delle 80 grotte naturali che squarciano la costa rocciosa nei pressi della città di Polignano. Vi si può accedere dalla strada attraverso una stretta scala scavata direttamente nella roccia.
Il mare qui attraversa due grandi aperture naturali. All'interno si trova una grande sala semicircolare di circa 30 metri di diametro.
Qui sorge l'omonimo ristorante, nella suggestiva cornice tra strette viuzze e case bianche e a strapiombo, al centro dell'antico borgo pugliese.
Oggi, un ristorante. In passato, una sala da ballo da utilizzare sulla falsariga di quelle di Versailles, Questo pensò nel 1730 il Duca Leto di Napoli, signore di Polignano, che affidò la grotta al villaggio per usarla come sala per le grandi occasioni. Da allora, la grotta divenne un luogo di incontro dell'alta società sulla via Appia.
La grotta fu abbandonata dopo la Rivoluzione francese e l'abolizione del feudalesimo. Ma ogni anno, durante i mesi estivi, da maggio a settembre torna a nuova vita. Vi si può accedere tramite l'omonimo hotel.

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<span class="emoji emoji1f4f7"></span> @mindz.eye <span class="emoji emoji1f4cd"></span>Roma I Musei Vaticani si trovano all'interno dello Stato della Città del Vaticano, ...
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@mindz.eye Roma I Musei Vaticani si trovano all'interno dello Stato della Città del Vaticano, lo stato più piccolo e moderno della terra, e contengono una delle raccolte d'arte tra le più grandi del mondo, dal momento che espongono l'enorme collezione di opere d'arte accumulata ... 📷 @mindz.eye
📍Roma

I Musei Vaticani si trovano all'interno dello Stato della Città del Vaticano, lo stato più piccolo e moderno della terra, e contengono una delle raccolte d'arte tra le più grandi del mondo, dal momento che espongono l'enorme collezione di opere d'arte accumulata nei secoli dai Papi. Per quattro secoli i Papi hanno svolto questo ruolo di mecenati ed il risultato è una delle più grandi collezioni di arte classica e rinascimentale. E' tradizione infatti che ogni Papa lasci come memoria di sè delle opere d'arte in eredità allo Stato Vaticano e quindi con gli ultimi Papi la raccolta si è arricchita di opere moderne. I Musei Vaticani sono visitati mediamente ogni anno da 4-5 milioni di persone, confermandosi come il più visitato museo "italiano". La spettacolare scala a chiocciola elicoidale, nella foto, che conduce ai Musei fu progettata da Giuseppe Momo nel 1932.
All'epoca, l'opera di Momo fu alternativamente inquadrata negli stereotipi della "modernità" e del "passatismo" nel vieto dibattito che contrapponeva innovatori da un lato e tradizionalisti dall'altro. In realtà i suoi lavori, riferibili per certi aspetti a un eclettismorivisitato, tendono sia a staccarsi dagli schemi della cosiddetta prima avanguardiainternazionale sia ad evitare la retorica dello stile "di regime", quell'architettura razionaleallora tanto di moda nella costruzione dei palazzi italiani (e romani in particolare) del potere.
🔍 Foto selezionate da: @danirossi80 & @bellerofonte70
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